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Ortopedia e traumatologia
Primo soccorso

Distorsioni, contusioni & Co.

Jogging, corse in bicicletta, anche una semplice passeggiata a piedi possono nascondere insidie che, seppure non gravi, possono rivelarsi perlomeno fastidiose da tollerare e da superare. Parliamo di distorsioni, strappi muscolari, contusioni, fratture, tutte patologie solitamente associate all'apparato muscolo-scheletrico che sono ben conosciute da chi pratica sport a tutti i livelli, ma anche da chi, più semplicemente, si muove spesso all'aria aperta senza troppe pretese.

La distorsione

A chi non è mai capitato di prendere una 'storta' per aver poggiato male un piede oppure per averlo inavvertitamente messo in un buco del manto stradale perché distratto a parlare con un amico o un parente? Ebbene, questa è la tipica situazione da distorsione, una lesione che interessa un'articolazione, causata da un movimento brusco e violento che forza la stessa articolazione oltre i limiti fisiologici della propria mobilità.

Tutte le articolazioni possono essere sede di distorsioni, ma le più colpite sono solitamente la caviglia, la spalla, il ginocchio. La distorsione non è, nella maggior parte dei casi, accompagnata da rottura dell'osso, ma può provocare spesso un ematoma (versamento di sangue nei tessuti circostanti), gonfiore, arrossamento.

La terapia immediata è fondata sul riposo assoluto della zona interessata associato ad impacchi di ghiaccio per ridurre il dolore ed il gonfiore; in seguito potranno essere d'aiuto eventuali pomate topiche da applicare sulla parte coinvolta ed antinfiammatori prescritti dal medico. Per prevenire eventuali distorsioni, è sempre bene tenere a mente alcuni consigli:

  • controllare sempre che le scarpe, durante le passeggiate o il jogging, siano adatte all'attività fisica che intendete fare;
  • scegliete sempre con cura il terreno sul quale vi allenate o, più semplicemente, passeggiate;
  • fate del riscaldamento prima di iniziare l'allenamento;
  • non forzate mai la muscolatura oltre le sue reali possibilità.

Ricordate, in ogni caso, che chi ha già avuto distorsioni è più vulnerabile, quindi più esposto a rischio di recidive; pertanto, deve porre un'attenzione maggiore alla prevenzione.


La contusione

A differenza della distorsione, la contusione non ha zone a rischio ma può colpire qualsiasi parte del corpo. Si tratta di un urto provocato da una caduta, che coinvolge una qualunque zona del corpo. La contusione è sempre accompagnata da un ematoma, causato dalla rottura di vasi sanguigni sotto pelle e dal relativo versamento di sangue che si accumula nei tessuti.

Per fare in modo che l'ematoma si riassorba velocemente, è consigliata l'applicazione immediata di ghiaccio, che blocca la fuoriuscita di sangue, ed eventualmente di pomate. Il medico, a seconda dell'estensione dell'ematoma, potrebbe anche prescrivere dei farmaci a base di eparina per facilitare la circolazione ed il riassorbimento del sangue dai tessuti.


Lo strappo muscolare

Spesso, durante le partite di calcio, non è raro assistere alla scena di un calciatore che, all'improvviso, si getta a terra per il dolore. I calciatori sono gli sportivi più colpiti dagli strappi muscolari, sebbene non rappresentino l'unica categoria a rischio. Lo strappo muscolare è la rottura di alcune fibre muscolari dovuta ad uno sforzo eccessivo da parte di un muscolo che è 'a corto' di energia.

Il sintomo più evidente è un dolore che diventa sempre più intenso man mano che il muscolo si raffredda e può diventare insopportabile ad ogni minimo movimento. Talvolta, lo strappo si accompagna a gonfiore ed ematoma, a seconda della gravità. Il trattamento dello strappo si basa fondamentalmente su impacchi di ghiaccio e sulla somministrazione, sotto prescrizione medica, di antinfiammatori; talvolta vengono anche prescritte fisioterapia e attività fisica.


La frattura

E' la patologia più grave a carico dell'apparato scheletrico e consiste nella rottura di un osso senza o con lacerazione della pelle (rispettivamente chiusa ed esposta). Le cause sono rappresentate da contusioni profonde, da cadute (dalla bicicletta, dagli sci, ecc.) e, in generale, da qualsiasi forte trauma che riesca a penetrare fino all'osso. Il dolore provocato dalla frattura è molto intenso e si acutizza quando si cerca di muovere la zona colpita.

La frattura chiusa è più difficile da identificare, perciò richiede una radiografia della zona interessata ed una valutazione attenta da parte di uno specialista ortopedico per essere diagnosticata. La frattura esposta, invece, è palese ma è molto più difficile da gestire in regime di primo soccorso, poiché la vittima non deve essere assolutamente spostata e perché la lacerazione della pelle, oltre ad essere una ferita in più da considerare, rappresenta anche una facile via d'accesso per eventuali germi.

La prima cosa da fare, nel caso di fratture, è non spostare la persona infortunata, ma cercare di immobilizzare l'osso rotto, magari steccandolo anche con elementi di fortuna (assi di legno, ombrelli, manici di scope, bastoni, perfino l'arto sano, se si tratta della gamba). La steccatura non deve essere troppo stretta, perché questo impedirebbe al sangue di circolare.

Se si tratta di una frattura esposta, non si deve assolutamente cercare di rimettere a posto l'osso fuoriuscito, ma si deve provare ad arrestare l'emorragia prima della steccatura. In ogni caso, bisogna chiamare un'ambulanza per far trasportare l'infortunato al più vicino Pronto Soccorso.

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Data pubblicazione mer, 29 mag 2013
Data ultima modifica mer, 23 mag 2012
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